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Giovedì 13 Novembre 2008 14:06 |
Viene attribuita la fondazione della psicoterapia della Gestalt, inizi degli anni '50, a Frederich, (Fritz), Salomon Perls. Psicoterapeuta ebreo nato in Germania ed emigrato prima in Africa, dove svolse la maggior parte del suo lavoro di psicoanalista, poi negli Stati Uniti, dove ebbe modo di sviluppare le intuizioni che legavano la sua pratica terapeutica alla Psicologia della forma secondo i modelli fenomenologici-esistenziali. A New York fonda nel 1952 il Gestalt Institute of New York. Perls ed i suoi collaboratori sono stati tra i maggior sostenitori di quella che viene definita la Terza Forza della Psicologia: la psicologia Umanistico-esistenziale con il lavoro di Rollo May, Carl Rogers e J.L. Moreno. Oggi L'approccio della Psicoterapia della Gestalt si rifà a concetti sviluppati nel campo della percezione i quali dimostrano che l'uomo non percepisce le cose come elementi distinti e sconnessi, ma organizza la sua percezione in insiemi significativi, mediante un processo percettivo e creativo.
La parola tedesca Gestalt significa forma, schema, rappresentazione, ed è detta anche psicologia della forma. Uno dei concetti base della Psicoterapia della Gestalt è sintetizzato dall'enunciato "il tutto è più della somma delle parti", esso spiega la modalità del funzionamento di base non solo del processo percettivo, ma anche dell'apparato psichico in generale. La Psicoterapia della Gestalt considera l'uomo come un organismo unificato capace di funzionare su più livelli: mente, emozioni e corpo, qualitativamente diversi e apparentemente indipendenti, ma non per questo scissi. La visione olistica della Gestalt si basa sul principio che l'uomo tende verso una propria unità ed una particolare capacità di integrazione delle sue parti. Nella terapia diventa quindi importante l'esplorazione, la conoscenza e la riappropriazione dei propri vissuti e delle parti "scisse". Queste esplorazioni avvengono nel corpo attraverso una esperienza di attivazione emotiva e di espressione dei bisogni nelle situazioni irrisolte. La funzione della consapevolezza assume una posizione centrale nel modello gestaltico, è la parte creativa dell'individuo che di volta in volta si relaziona con le condizioni dell'ambiente esterno ed interno a lui, e valuta, secondo le sue necessità, quello che può essere accettato, respinto, assorbito, filtrato. La gestione del confine e delle diverse fasi di contatto nel campo delle relazioni e dei vissuti intrapsichici, è di primaria importanza per la trasformazione della patologia e del disagio.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Luglio 2010 08:45 |