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Il Progetto

Lo scopo di questo progetto è dare uno spazio ad esperienze di operatori provenienti da differenti discipline che lavorano e curano attraverso il corpo. Sono esperienze di lavoro sulla fascia documentate da alcuni selezionati allievi dopo lo svolgimento del Master di Integrazione Fasciale. Nelle differenti esperienze è possibile avere una panoramica degli interventi e dei risultati sulla persona riguardo alle problematiche portate.

In queste relazioni è dedicata una particolare attenzione alla evidente continuità tra disturbi essenzialmente biologici legate al corpo, e quelli della personalità. Viene sottolineata la relazione tra dolore fisico e dolore psichico, tra manifestazioni somatiche e disagi psicologici. Questo incontro tra professionisti vede un impegno costante e reciproco nel dialogo sulle molteplici modalità di intervento corporeo e fasciale. Sarà sorprendente vedere come molti sintomi normalmente curati con i farmaci o con terapie intensive possano trovare una risoluzione attraverso un profondo lavoro fasciale, dove la via catartica ed espressiva, nonché l'intervento sul ripristino della fluidità connettivale, sono i principali agenti curativi. Accanto alla risoluzione di un sintomo fisico diventa allora direttamente visibile un cambiamento influente della personalità, non soltanto in termini di benessere, ma nelle qualità delle dinamiche relazionali e nella vita quotidiana. Questa serie di casistiche contengono la descrizione degli interventi negli ambiti specifici delle diverse discipline. Ogni professionista presenta il proprio paziente e indica in specifico i tipi di interventi corporei e i graduali passaggi delle sedute fino alla risoluzione dei sintomi. Saranno evidenziati inoltre gli effetti sull'umore, le qualità emerse, le relazioni con l'ambiente ed il nuovo equilibrio olistico. Grazie a tutti gli operatori che, terminato il Master di Integrazione Fasciale, hanno scritto i loro lavori per renderli visibili a tutti, in questo modo molti potranno usufruirne come utile incoraggiamento e guida nel percorso.



Il miglioramento della performance
Domenica 12 Settembre 2010 15:45

 Caso clinico di Integrazione Fasciale

Cliente: S., Età. 33 anni, Sesso: M. Il cliente presenta una condizione di salute buona, pratica attività sportiva, conduce una vita salutare, e pone attenzione alla sua alimentazione e alla sensibilità d’ogni disciplina atta a potenziare le risorse umane. Non ha subito traumi fisici nel passato, e dichiara di non avere subito grossi traumi psicologici che ne riporti i vissuti a livello mentale. Le mie impressioni riguardo al suo vissuto mi rimandano ad un individuo eccessivamente controllato non disposto a lasciare andare tutti i sistemi che lo pongono al sicuro in una forma d’equilibrio personale, non è un individuo che si metterebbe ad alzare la voce per qualsiasi ragione o criticare una posizione. Lamenta un poco di rigidità al collo e al lato sinistro ed ha la sensazione di avere le gambe a x, mentre è in piedi per l’osservazione della sua postura. La mia osservazione partendo dalle linee guida mostrano una postura ad arco con una linea superficiale posteriore accorciata e una linea anteriore tirata in estensione, si evidenzia una pronazione dei piedi, con una rotazione esterna degli avanpiedi rispetto al calcagno, la tibia dall’articolazione della caviglia traccia una linea arcuata esterna, controbilanciando il tendine d’Achille d’ambo i piedi in una curvatura interna. Immaginando una linea immaginaria verticale, osservando la parte laterale, il complesso tibia-fibula caviglia, risulta posteriore al resto del corpo con una leggera anteriorizzazione del calcagno e una tensione nelle ginocchia.

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L'azione finale del lavoro sulla fascia
Domenica 12 Settembre 2010 15:34

 Caso clinico completato con le tecniche di lavoro fasciale

La seguente relazione non comporta l'esclusivo utilizzo delle tecniche di Integrazione Fasciale. Ciò nonostante la mie scelta è ricaduta su questo caso poichè il soggetto scelto come caso clinico necessitava di dare una svolta alla sua vita, e l’introduzione delle tecniche di Integrazione Fasciale mi ha consentito di imprimere un’ulteriore spinta evolutiva ad un processo terapeutico che pareva essere entrato in una fase di stallo.

Generalità del paziente:

Anni 25, professione impiegato. Motivo della consultazione: atteggiamento posturale astenico, iperelastosi, dolore muscolare.Racconto spontaneo del paziente:Mal di schiena cronico, dolore e infiammazione alle mani, braccia, gambe, lussazioni recidivanti delle rotule e della mandibola, stanchezza cronica, tutto questo da circa 8-10 anni.

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Il sostegno nella fase di cambiamento
Domenica 12 Settembre 2010 14:12

 Caso clinico trattato con lavoro miofasciale da Rampoldi Stella  

Donna di 50 anni che sta vivendo un gran momento di trasformazione sia internamente che esternamente con difficoltà nell’accettare il suo corpo nel suo cambiamento. Assenza di menarca da ormai 5 mesi con sovrappeso e conseguente umore tendente alla depressione e irritabilità. Strutturalmente ha forti dolori nella parte alta comprendendo il bordo occipitale, il muscolo splenio della testa, il bordo mediale della scapola arrivando fino alle costole laterali, in particolare la zona destra. Addome molto contratto. Qui sono coinvolte la linea laterale e spirale. Alla domanda” cosa senti nel tuo corpo?” risponde: non lo sento più, ho un grande blocco, sono pronta a tutto pur di stare bene..... 

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Artrite reumatoide e protesi: "ritorno alla vita!"
Sabato 24 Gennaio 2009 13:27

Liberazione somato emozionale attraverso il metodo dei meridiani miofasciali in soggetto con artrite reumatoide, dopo intervento di protesi al ginocchio.

Intervento a cura dell Dott. Stacchini Simone. Responsabile settore Rieducativo e preventivo Centro polifunzionale Morphè Piombino (Li)

" RITORNO ALLA VITA E ALLA GIOIA NEL FREQUENTARE L'AMBIENTE SOCIALE DOPO UNA VITA DI SOCIO-FOBIE"

Seguo Federico da quando aveva diciassette anni, sono passati sei anni dal nostro primo incontro, è affetto da una patologia di tipo ortopedico-reumatico: una forma di artrite reumatoide giovanile poliarticolare contratta fin dai diciassette mesi dalla nascita.

CHE COSA E' L'ARTRITE REUMATOIDE TIPO GIOVANILE:
è una malattia infiammatoria cronica che colpisce prevalentemente le articolazioni diatrodiali ( sinovite), anche se può coinvolgere ogni distretto dell'organismo. A livello articolare il processo infiammatorio ha carattere erosivo e può portare alla distruzione dei capi ossei iuxta-articolari e all'anchilosi.
La Patologia è diffusa in tutto il mondo con una percentuale che varia dal 0.3 al 3% della popolazione con un incidenza di 2/4 nuovi casi ogni 10.000 abitanti/anno, e un rapporto femmine - maschi = 4:1.
L'eziopatogenesi non è ancora del tutto conosciuta; sembra che si sviluppi in un individuo geneticamente predisposto in cui agisca un agente scatenante (agente infettivo, autoantigene, superantigene); questo provocherebbe un'attivazione del sistema immunitario ( umorale e cellulare ) che porterebbe allo sviluppo di un processo infiammatorio acuto e, successivamente, al suo automantenimento e cronicizzazione.
Forma giovanile.

Ultimo aggiornamento Domenica 12 Settembre 2010 15:07
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