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Il Progetto

Lo scopo di questo progetto è dare uno spazio ad esperienze di operatori provenienti da differenti discipline che lavorano e curano attraverso il corpo. Nelle differenti esperienze è possibile avere una panoramica degli interventi e dei risultati sulla persona riguardo alle problematiche portate.

In queste relazioni è dedicata una particolare attenzione alla evidente continuità tra disturbi essenzialmente biologici legate al corpo, e quelli della personalità. Viene sottolineata la relazione tra dolore fisico e dolore psichico, tra manifestazioni somatiche e disagi psicologici. Questo incontro tra professionisti vede un impegno costante e reciproco nel dialogo sulle molteplici modalità di intervento corporeo e fasciale. Sarà sorprendente vedere come molti sintomi normalmente curati con i farmaci o con terapie intensive possano trovare una risoluzione attraverso un profondo lavoro fasciale, dove la via catartica ed espressiva, nonché l'intervento sul ripristino della fluidità connettivale, sono i principali agenti curativi. Accanto alla risoluzione di un sintomo fisico diventa allora direttamente visibile un cambiamento influente della personalità, non soltanto in termini di benessere, ma nelle qualità delle dinamiche relazionali e nella vita quotidiana. Questa serie di casistiche contengono la descrizione degli interventi negli ambiti specifici delle diverse discipline. Ogni professionista presenta il proprio paziente e indica in specifico i tipi di interventi corporei e i graduali passaggi fino alla risoluzione dei sintomi. Saranno evidenziati inoltre gli effetti sull'umore, le qualità emerse, le relazioni con l'ambiente ed il nuovo equilibrio olistico.



Artrite reumatoide e protesi: "ritorno alla vita!"
Sabato 24 Gennaio 2009 13:27

Liberazione somato emozionale attraverso il metodo dei meridiani miofasciali in soggetto con artrite reumatoide, dopo intervento di protesi al ginocchio.

Intervento a cura dell Dott. Stacchini Simone. Responsabile settore Rieducativo e preventivo Centro polifunzionale Morphè Piombino (Li)

" RITORNO ALLA VITA E ALLA GIOIA NEL FREQUENTARE L'AMBIENTE SOCIALE DOPO UNA VITA DI SOCIO-FOBIE"

Seguo Federico da quando aveva diciassette anni, sono passati sei anni dal nostro primo incontro, è affetto da una patologia di tipo ortopedico-reumatico: una forma di artrite reumatoide giovanile poliarticolare contratta fin dai diciassette mesi dalla nascita.

CHE COSA E' L'ARTRITE REUMATOIDE TIPO GIOVANILE:
è una malattia infiammatoria cronica che colpisce prevalentemente le articolazioni diatrodiali ( sinovite), anche se può coinvolgere ogni distretto dell'organismo. A livello articolare il processo infiammatorio ha carattere erosivo e può portare alla distruzione dei capi ossei iuxta-articolari e all'anchilosi.
La Patologia è diffusa in tutto il mondo con una percentuale che varia dal 0.3 al 3% della popolazione con un incidenza di 2/4 nuovi casi ogni 10.000 abitanti/anno, e un rapporto femmine - maschi = 4:1.
L'eziopatogenesi non è ancora del tutto conosciuta; sembra che si sviluppi in un individuo geneticamente predisposto in cui agisca un agente scatenante (agente infettivo, autoantigene, superantigene); questo provocherebbe un'attivazione del sistema immunitario ( umorale e cellulare ) che porterebbe allo sviluppo di un processo infiammatorio acuto e, successivamente, al suo automantenimento e cronicizzazione.
Forma giovanile.
E' oggi la più frequente affezione reumatica infantile:
La forma poliarticolare interessa cinque o più articolazioni e presenta spiccate analogie con la forma adulta in più manifestazioni extrarticolari; diversamente dall'artite reumatoide dell'adulto tende alla remissione completa in 5-15 anni determinando però la compromissione della crescita e dello sviluppo.
Le articolazioni più colpite sono quelle delle Mani, Ginocchia, Anche, Spalle e Rachide Cervicale. Quando è il rachide cervicale ad essere attaccato, si può verificare l'erosione del dente dell'epistrofeo andando in sublussazione posteriore e/o craniale del dente, la compressione del midollo spinale e di conseguenza, degenerazioni nervose come la Tetraparesi.
I sintomi più ricorrenti sono: il dolore, soprattutto di prima mattina ma anche notturno, con dolorabilità e rigidità di lunga durata, debolezza e facile stancabilità ad eseguire movimenti articolari, tumefazione articolare, arrossamento e aumento della temperatura sulla superficie articolare , deformazioni scheletriche - limitazione funzionale.
VALUTAZIONE INIZIALE

Alla data del primo incontro, che risale al settembre dell'anno 2003, erano evidenti: degenerazioni cartilaginee pluriarticolari e della matrice ossea con erosioni del periostio; deformazioni scheletriche soprattutto a livello toraco-vertebrale con aumento del diametro antero- posteriore, torace a scudo con apice sul corpo sternale; alterazioni a livello delle articolazioni del gomito, ginocchia e mani; accentuata iperlordosi lombare; ridotta mobilità cingolo scapolo-omerale bilaterale, soprattutto a destra; ridotta mobilità del cingolo coxo-femorale; ridotta escursione delle ginocchia; completa immobilità nei movimenti di estensione, rotazione e inclinazione laterale della testa, a causa della stabilizzazione chirurgica del rachide cervicale (Co- C4); rigidità e retrazioni muscolo-tendinee diffuse; altezza 132 cm; dimensione delle articolazioni e degli arti di tipo infantile; alterato equilibrio in differenti stazioni, motivo di non pochi problemi fobici; alterati schemi corporei e motori, mancanza di schemi pre-locomotori; nel corso di 20 anni sono stati eseguiti tre interventi di stabilizzazione del rachide cervico - dorsale;

ESPERIENZE OPERATIVE

Possiamo dire che Federico, pur avendo avuto un'infanzia purtroppo piena di disavventure, è sempre stato una persona con una grande carica emotivamente positiva, con un brillante senso dell'umorismo, e un'immensa vitalità; è un ragazzo fantastico, molto maturo e capace di prendere con ironia la sorte. Fin dalle prime sedute si è dimostrato attento alle indicazioni e alle richieste, motivato ad apprendere nuovi modelli di lavoro corporeo, applicandosi con motivazione. Un po' incostante negli esercizi da svolgere a casa, vuoi per l'affaticamento che provocano ( e lui non ama faticare ), vuoi per l'attrazione che su di lui esercitano i videogiochi e il computer, ma soprattutto per il cattivo rapporto con il proprio corpo e la scarsa fiducia in se stesso; quindi durante le sedute ho sempre mirato a favorire, incoraggiandolo a sfogare le emozioni represse, mai confidate apertamente a familiari e amici.
E' stato possibile spingersi oltre ogni limite con il ragazzo per la grande fiducia che ha sempre avuto nei miei confronti; talvolta il rapporto troppo confidenziale ha rischiato anche di inficiare la terapia.

L'esperienza che vorrei riportare è quella di una vera e propria rinascita, sia sul piano fisico e psico-emozionale, che su quello sociale; quindi una vera e propria rivincita nei confronti di una vita cosi amara, che si è duramente scagliata contro una persona ( oggi, ma un bambino ieri) così fragile e allo stesso tempo brillante.

A Ottobre 2008 Federico ( anni ventitre ) subisce l'ennesimo intervento, ma in questo, rispetto agli altri ha riposto tutta la sua speranza, ovvero riappropriarsi di una indipendenza e un autonomia, elevando l'autostima per trovare un'introduzione nella società.
L'intervento al ginocchio potrà permettergli di uscire quando vuole, di trovare un'occupazione lavorativa, potrà conoscere nuove persone, ma soprattutto potrà sentire il suo corpo finalmente libero .
Arriva il giorno dell'intervento; dopo un periodo di degenza ospedaliera di un mese, la quale inizia un po' travagliata per le sofferenze post intervento, le ferite li procuravano forti dolori, ma grazie ha questi, Federico si è potuto sfogare in un pianto liberatorio accumulato da anni e rafforzato dalla preoccupazione per l'intervento ( da precisare che lui non libera mai le emozioni, soprattutto con il pianto, fin dall'infanzia e non sopporta il dolore). Federico ritorna a casa, il ginocchio sta bene, la protesi si è stabilizzata, lui è entusiasta e volenteroso di iniziare l'attività rieducativa; sa che cosa gli aspetta ma non lo spaventa, l'entusiasmo per raggiungere l'obbiettivo è grande. Lavoro con lui due volte ogni due settimane, elaboro il programma settimanale domiciliare, con il quale riesce a lavorare due ore al giorno; ogni volta lo trovo notevolmente migliorato, i progressi sono incredibili, fino alla decisione di deambulare fuori all'aria aperta, per lui tappa fondamentale, in quanto continua ad avere una fobia enorme delle persone e del giudizio e delle affermazioni che possono fare nei suoi confronti.
Questo è il lavoro principale su cui ho incentrato sempre il mio operato, ma adesso siamo arrivati alla resa dei conti, aveva sempre creduto che non appena avesse potuto deambulare autonomamente , quelle fobie che hanno sempre fatto bloccare i movimenti, sarebbero scomparse; invece quel giorno che gli ho soltanto proposto di uscire ha cambiato subito l'espressione del volto, la sudorazione è aumentata vertiginosamente e sono comparsi dolori in tutto il corpo bloccando nuovamente i movimenti, anche quelli del ginocchio protesizato ( che attualmente è al 100% ); sorpreso dal panico Federico mi dice che non ce la fa né a uscire fuori, né ad eseguire alcun passo.
Preso dallo sconforto e dall'amarezza, completamente furioso voleva sdraiarsi, ma non riuscì a buttare fuori tutta la rabbia che aveva, pertanto, ho iniziato a riscaldare tutto il corpo e in particolare il tessuto fasciale, dando delle strette di conforto con le mani, intanto parlavo con lui sulla vita, e sul fatto che io mi aspettassi una reazione del genere. Non appena ho iniziato a lavorare sui distretti della coscia, prima il quadricipite e poi la benda ileo-tibiale, inizia a scatenarsi tutta la tensione accumulata fin da prima dell'intervento, attraverso un percorso ad andamento ondulatorio partendo dalle grida a squarcia gola, agli insulti verso il mondo e verso se stesso, a digrignare denti e la comparsa di alterazioni neurovegetative ( temperatura, calore e freddo, tremori diffusi in tutto il corpo); fino ad arrivare ad un pianto irrefrenabile e compassionevole, attraverso un dialogo interiore emesso ad alta voce tra le due identità di Federico, l'adulto e il bambino. Il dialogo tra la parte destra ( la più saggia e razionale ) deforme e irrigidita dalle continue minacce interne ed esterne, carenata per dare forza alla propria dignità. Quella corazza che funge da para-colpi per tutti i Ko della vita subiti.
E la parte sinistra quella più debole, ma allo stesso tempo ha preso una propria identità andando fiera delle proprie qualità , pur non avendo una protezione riesce a sconfiggere le avversità con l'innocenza e la spontaneità di un bambino.

A questo punto dopo una liberazione durata circa quarantacinque minuti, e dopo aver rimescolato le personalità che ormai coesistevano separate da molti anni, arriva la fase di quiete e di calma con liberazione spontanea di lacrime, ma senza esplosioni emotive, la quale dura circa dieci minuti , durante tale fase le reazioni neurovegetative sono molto intense, consistendo in forti tremori, freddo e grande sudorazione. Questa fase scompare non appena inizia ad emettere dei suoni con la voce che fanno scaturire un'irrefrenabile ondata di riso con convulsioni corporee, anch'essa con una durata di circa dieci minuti, dopodiché si ritorna alla quiete, la fine dell'estenuante seduta che lascia Federico molto debilitato.
In merito a questo argomento, all'inizio della seduta successiva che si è svolta il mattino seguente, Federico riferisce di aver passato una notte bruttissima piena di incubi, ma soprattutto insonne per la forte dissenteria che si era scatenata dopo il trattamento; all'inizio della seduta si sentiva molto spossato, svuotato, ma leggero: riferisce di "sentirsi come in un corpo di un altra persona". A questo punto, dopo aver analizzato i nuovi schemi posturali e gli adattamenti nella locomozione, gli propongo nuovamente di uscire fuori per camminare, Federico accetta e non appena esce dal portone di casa e vede l'ambiente aperto si sente forte, prende fiducia in sé e nei suoi mezzi, guarda in faccia le persone che passano e che magari lo osservano , ma soprattutto cammina per un intero isolato prendendo solo una pausa per riposarsi; non solo ha deambulato per molto tempo, ma con uno schema posturale perfetto e con un ottimo risparmio energetico e una buona meccanica dello svolgimento del passo.

Questa per Federico è stata la prima volta che camminava con le sue gambe in ventitre anni, anche se lo ha fatto con i bastoni ( che rappresentano più una sicurezza che un vero e proprio sostegno fisico ) credo che sia un'enorme traguardo, in pochi ci avrebbero scommesso.

E' passato circa un mese da quel giorno e Federico cammina ogni giorno fuori da solo senza l'aiuto di nessuno, da una settimana ha tolto i bastoni e monta le scale da solo e gioca a pallone con il babbo, un sogno che oggi si è potuto avverare.
Gli ostacoli sono ancora molti e soprattutto in una società che offre molti ostacoli psicologici, quindi il lavoro con Federico è ancora lungo, ma sono sicuro che questo sia il primo passo importante per la scalata verso una vita autonoma, serena, libera e ricca di soddisfazioni, visto che in un giorno è riuscito a trovare la chiave e ad ottenere il sogno della sua vita.


Dott. Stacchini Simone
Responsabile settore Rieducativo e preventivo Centro polifunzionale Morphè Piombino (Li)
Specialista in
Rieducazione Motoria - Educazione e Rieducazione Psico-neuro-motoria -
Rieducazione Posturale e Posturologia Integrata - Attività motoria Preventiva e Adattata

 

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Ultimo aggiornamento Sabato 31 Gennaio 2009 12:26